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Termini e condizioni

Termini e condizioni

La materia è regolata, almeno nell’ambito dell’Unione Europea, dal regolamento n. 593/2008 che prevede:

Il contratto è disciplinato dalla legge scelta dalle parti. Le parti possono designare la legge applicabile a tutto il contratto ovvero a una parte soltanto di esso. Le parti possono convenire, in qualsiasi momento, di sottoporre il contratto ad una legge diversa. Se la legge scelta è quella di un paese diverso da quello con il quale il contratto presenta il collegamento più stretto, le disposizioni di quest’ultima legge devono essere rispettate. Se il contratto si collega a uno o più Stati membri, la legge applicabile scelta, diversa da quella di uno Stato membro, non deve essere in contraddizione con le disposizioni del diritto dell’Unione.

La legge applicabile al contratto è quindi quella liberamente scelta dalle parti. Alla scelta della legge applicabile consegue normalmente l’individuazione del giudice competente a giudicare delle controversie.

Nel caso di commercio elettronico occorre tuttavia tenere presente anche quanto disposto dal codice del consumo (D.Lgs n. 206/2005) che considera come clausola vessatoria lo stabilire una sede giudiziaria competente a giudicare le eventuali controversie diversa da quella del luogo di domicilio o residenza del consumatore.

E’ quindi necessario e di fondamentale importanza che questo aspetto sia espressamente regolamentato nei termini e condizioni di vendita presenti sul sito di e-commerce al fine di evitare contestazioni.

Il luogo di conclusione del contratto

Secondo l’art. 1326 del codice civile il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte. Il contratto è quindi concluso nel luogo dove si trova il proponente nel momento in cui ha conoscenza dell’accettazione.

Il luogo di conclusione del contratto è di fondamentale importanza perché consente di individuare (in mancanza di altre pattuizioni) la legge applicabile nonché di stabilire quale sia il giudice competente a decidere delle controversie.

Nel caso di commercio elettronico non è sempre agevole stabilire il luogo di conclusione del contratto perché non vi è, nei fatti, certezza sul luogo ove si trova il proponente.

Nel corso del tempo sono state elaborate varie teorie:

  • il contratto è concluso nel luogo ove è la sede dichiarata dal proponente
  • il contratto è concluso nel luogo dove il proponente ha conoscenza dell’accettazione (per esempio su un treno mentre controlla l’email sullo smartphone)
  • il contratto è concluso nel luogo dove si trova il server su cui gira il sito internet
  • ecc.

Per quanto sopra esposto è opportuno che i termini e condizioni di vendita presenti sul sito chiariscano dove e quando debba intendersi concluso il contratto di vendita.

Diritto di recesso e modalità di restituzione della merce

Attualmente l’art. 64 del codice del consumo prevede che nei i contratti conclusi a distanza o negoziati fuori dai locali commerciali il consumatore ha diritto di recedere senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo nel termine di 10 giorni lavorativi dalla conclusione del contratto.

La norma in questione è tuttavia destinata ad essere sostituita quando si sarà concluso il recepimento della direttiva comunitaria 2011/83/UE che prevede l’estensione del periodo di ripensamento da 10 a 14 giorni nonché l’obbligo per il venditore di informare adeguatamente il consumatore dei suoi diritti in tema di recesso (leggi l’articolo completo al riguardo).

In caso di omessa informazione il diritto di recesso potrà essere esercitato per 12 mesi dall’acquisto.

Oltre all’informativa sul diritto di recesso è opportuno specificare le modalità di restituzione della merce.

Clausole vessatorie

Si definiscono clausole vessatorie quelle condizioni unilateralmente predisposte che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l’esecuzione, ovvero sanciscano a carico dell’altro contraente decadenze, limitazioni della facoltà di sollevare eccezioni, restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti con i terzi, tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria.

Questo genere di clausole può essere contenuto nei termini e condizioni di vendita ma, come recita l’art. 1341c.c., non hanno effetto se non sono approvate specificamente per iscritto. La legge richiede quindi un’accettazione separata ed ulteriore di queste clausole rispetto a quella generale.

In concreto sul sito internet dovrà essere presenta un’apposita casella di spunta per ognuna delle clausole di questo tipo.

Altro

I termini e condizioni di vendita possono contenere una moltitudine di previsioni che non è possibile esaminare integralmente in questa sede e devono essere ponderati caso per caso con l’assistenza di un legale.